La garanzia, e il diritto di ripensarci
Sono due cose diverse e valgono tutte e due: la promessa che ti facciamo noi, e il diritto che ti dà la legge. Qui sotto sono spiegate una per volta.
Bozza, non ancora rivista
Questa pagina l'ha scritta chi costruisce il sito, e non l'ha ancora rivista un legale. Racconta come funziona davvero il rimborso, ma il testo che fa fede è quello dei termini e condizioni — anche quello, per ora, è una bozza.
La nostra promessa: soddisfatti o rimborsati
Se il regalo non ti convince, ti restituiamo tutto quello che hai pagato per quell'acquisto. Non una parte proporzionale alle telefonate già fatte: tutto.
Vale a due condizioni, che devono valere insieme: devi chiederlo entro 30 giorni dal pagamento, e le telefonate già fatte non devono superare 2 ore. Conta quella che arriva prima. Se quel tempo si esaurisce al decimo giorno, la garanzia finisce lì; se passano i 30 giorni e di telefonate ne è stata fatta una sola, finisce lo stesso.
Ogni acquisto ha la sua finestra di 30 giorni, contata dal giorno in cui l'hai pagato. Il tempo di telefonate invece si conta sulla persona che le riceve: è suo, e resta quello anche se hai comprato più di una volta.
Quando hai diritto al rimborso non devi aspettare che qualcuno ti risponda: parte da solo. Premi il comando, e la somma torna sulla stessa carta con cui hai pagato — di solito in cinque o dieci giorni, dipende dalla banca.
Con il rimborso le ore rimaste si azzerano e le telefonate già in calendario non partono. I capitoli già scritti e le registrazioni già fatte restano lì, da leggere e da ascoltare: quello che è successo è successo, e non te lo togliamo.
Il diritto di ripensarci, che ti dà la legge
Indipendentemente dalla nostra promessa, chi compra a distanza ha quattordici giorni per ripensarci, senza dover spiegare perché. È una regola del Codice del consumo, la legge che protegge chi compra su internet, e nessuno può accorciarla o toglierla.
La nostra garanzia è più larga: 30 giorni invece di quattordici, e nessun conto proporzionale. Ma non prende il posto del diritto di legge — se per qualche ragione la garanzia non si applicasse al tuo caso, quei quattordici giorni restano comunque tuoi.
C'è una cosa che ci sembra giusto dirti: quando le telefonate sono già cominciate, la legge permetterebbe di trattenere la parte di servizio che hai già usato. Noi non la tratteniamo. Dentro i limiti della garanzia il rimborso è sempre intero.
Non c'è una procedura diversa da imparare: si chiede dallo stesso posto e con lo stesso modulo, che tu ti stia appoggiando alla nostra promessa o al diritto di legge.
Il libro stampato è l'unica eccezione
Finché il libro non parte per la tipografia si annulla e si rimborsa come tutto il resto.
Da quando entra in stampa no: è un oggetto fatto su misura, con il nome e la storia di una persona sola, e non può tornare su uno scaffale. Vale sia per la nostra promessa sia per il diritto di ripensarci, che per le cose fatte su misura la legge non lo prevede.
Te lo diciamo prima, non dopo: c'è scritto nella schermata da cui si ordina il libro, sopra il comando che lo manda in stampa.
Come si chiede
Dall'area personale, alla voce «I miei ordini». Ogni acquisto ha la sua riga, con scritto fino a quando puoi chiedere il rimborso: la data è lì da prima che tu la chieda, così non devi provarci per scoprire se sei ancora in tempo.
Il comando apre un modulo corto. C'è una casella per dirci perché, se ti va: non è obbligatoria e non cambia la risposta. Poi c'è una conferma da spuntare a mano, perché una cosa così non deve poter succedere per un tocco storto sul telefono.
Se sei fuori dai limiti il modulo resta comunque lì, e puoi presentare la richiesta lo stesso: la registriamo con data e ora, e la legge una persona. Un modulo che si nasconde a chi non ha più diritto è solo un modo per non farsi chiedere niente.
Nella stessa pagina trovi la ricevuta di ogni acquisto, da scaricare quando ti serve.